SIGNOR PRESIDENTE, NON FIRMI IL COSIDETTO DECRETO SICUREZZA, NON CONFERMI L'IMMAGINE DI UNA ITALIA CIALTRONA, RAZZISTA, ABBANDONATA AD UN POTERE SENZA ETICA , non firmi signor Presidente! Potrei fermarmi qui, ed invitarla a rileggere le argomentazioni precise, lucide, a mio parere anche determinanti che altre ed altri prima di me le hanno inviato per motivare questa richiesta. In particolare la invito a rileggere quanto scrive Maria G. Di Rirenzo, che le elenca con precisa determinazione tutte le brutture di una Italia abbandonata nelle mani di politici che non rispettano se stessi ed il ruolo che ricoprono, di una informazione connivente e bloccata in ogni manifestazione di serietà e di libertà, di una idea della donna che precipita nel peggiore gorgo del bieco sfruttamento e della riduzione, quando va bene, alla mera funzione di decorazione.
In questa Italia, signor presidente, molte e molti di noi cominciamo a non sentirsi più rappresentati, non ci sentiamo parte di un paese che può legiferare contro le persone, non a loro vantaggio, che prepara un futuro di scuola ridotta a fabbrica di maestranze obbedienti, intercambiabili, spaventate e riciclabili, che esibisce le intemperanze e le battute di un capo del governo ammiccante ai peggiori atteggiamenti attribuiti al maschio italiano, mentre intanto distrae con le sue giullarate dalla creazione di leggi ad personam, di leggi che distruggono la scuola, il tessuto sociale, negano dignità di cittadini e cittadine ad uomini e donne, in cui la protezione dell'ambiente, e la gestione di ogni emergenza precipita in una gestione paradossale e mediatica dei problemi, che vengono sempre affrontati sopra la testa di cittadine e cittadini, non ostante le loro richieste e necessità. Signor presidente, ci dimostri, la prego, che lei è il Presidente di tutti, che davvero Lei ci rappresenta, e può porre un argine, dire no, che questo non si può fare In nome del Popolo Italiano. Lei signor presidente è nella posizione di fermare, di dare una sterzata alla immagine stessa del Paese, lei ci può consentire di sentirci parte di esso, può..., io credo che lei debba alzare il tono del suo dissenso dal metodo, dai modi di fare, dall'offesa costante al pensiero ed alle convinzioni della gente, dal contenuto di leggi incostituzionali, e quindi illegittime. Ho esitato a scriverle, temo che sia inutile, ma lei può dimostrarmi che le nostre richieste hanno ascolto, che Lei ci rappresenta.
Nicoletta Crocella -
COMUNICAZIONE URGENTE E DI CUI SI RICHIEDE LA PIÙ AMPIA DIFFUSIONE
OGGI LA MARINA MILITARE ISRAELIANA HA BLOCCATO,
IN ACQUE INTERNAZIONALI,
UN’IMBARCAZIONE CHE PORTAVA AIUTI UMANITARI ALLA STRISCIA DI GAZA,
CHE È TUTT’ORA DEVASTATA E ASSEDIATA.
I 21 MEMBRI DELL’EQUIPAGGIO,
TUTTI VOLONTARI INTERNAZIONALI PER I DIRITTI UMANI,
TRA CUI UN PREMIO NOBEL PER LA PACE, UN EX-MEMBRO DEL CONGRESSO USA,
GIORNALISTI, REGISTI, INFERMIERI,
SONO STATI SEQUESTRATI E CONDOTTI PRESSO CARCERI ISRAELIANE.
ISRAELE SE NE FREGA, DI TUTTO E DI TUTTI, COMPRESE LE CHIACCHIERE USA.
30 June 2009
Questa notizia è appena giunta alla nostra Redazione da Greta Berlin,
uno dei membri responsabili del Movimento internazionale Free Gaza (www.freegaza.org)
Traduciamo (www.TerraSantaLibera.org) e riportiamo il testo pervenutoci
Martedì 30 giugno 2009 - Ore 15.30 - a 23 miglia dalla costa di Gaza:
Oggi le forze d’occupazione israeliane hanno attaccato e abbordato l’imbarcazione del Free Gaza Movement, la “Spirit of humanity”, sequestrando 21 attivisti per i diritti umani provenienti di 11 differenti nazionalità, incluso il Premio Nobel per la Pace irlandese Mairead Maguire e l’ex deputato americano Cynthia McKinney.
Passeggeri ed equipaggio sono stati forzatamente trascinati in Israele.
“Questa è un’oltraggiosa violazione delle regole internazionali ai nostri danni. La nostra barca non era in acque israeliane e noi eravamo in missione umanitaria verso la Striscia di Gaza”, ha riferito Cynthia McKinney, ex-deputato e candidato alla presidenza degli USA. “ Il Presidente Obama ha appena detto a Israele di lasciar passare forniture umanitarie e per la ricostruzione, e questo è esattamente quello che stavamo cercando di fare. Noi chiediamo alla comunità internazionale di pretendere il nostro rilascio affinchè noi possiamo riprendere la nostra missione”.
Secondo il Rapporto rilasciato ieri dal Comitato Internazionale della Croce Rossa, i palestinesi che vivono a Gaza sono “disperatamente intrappolati”.
Migliaia di abitanti della Striscia, le cui case sono state recentemente distrutte durante i massacri israeliani di dicembre/gennaio, sono ancora senza un riparo malgrado lo stanziamento di quasi 4,5 miliardi di dollari d’aiuti, perchè Israele si rifiuta di permettere l’accesso nella Striscia di Gaza di cemento e altri materiali da costruzione. Il Rapporto denuncia anche che gli ospedali disperano di soddisfare le esigenze dei loro pazienti, a causa della distruzione da parte di Israele delle attrezzature mediche.
“Gli aiuti che stiamo portando sono un simbolo di speranza per la gente di Gaza, speranza che la via del mare potrebbe aprire per loro, e loro potrebbero trasportare i propri materiali per iniziare la ricostruzione delle scuole, degli ospedali e delle migliaia di case distrutte durante il massacro di ‘Piombo Fuso’. La nostra missione è un gesto nei confronti della popolazione di Gaza che noi siamo con loro e che essi non sono soli” ha detto l’altro membro della missione Mairead Maguire, Premio Nobel per la Pace per il lavoro svolto in Nord Irlanda.
Appena prima di essere rapito da Israele, Huwaida Arraf, cittadino americano, rappresentante del Frre Gaza Movement e coordinatore della delegazione di questo viaggio, ha dichiarato: “Nessuno può credere che la nostra piccola imbarcazione possa rappresentare una minaccia per Israele. Noi trasportiamo attrezzature mediche e da cantiere edile, oltre a giocattoli per bambini. Tra i nostri apsseggeri sono compresi un Premio Nobel per la Pace e un ex-deputato al Congresso americano.
La nostra imbarcazione è stata perquisita e aveva il nulla osta in materia di sicurezza da parte delle autorità del porto cipriota prima della nostra partenza ed in nessun occasione noi ci siamo mai avvicinati alle acque territoriali israeliane”.
Arraf continua, “Israele ha deliberatamente e premeditatamente attaccato la nostra imbarcazione disarmata in aperta violazione delle regole internazionali e noi il nostro immediato ed incondizionato rilascio”.
COSA POTETE FARE!
CONTATTARE il Ministero Israeliano della Giuistizia
tel: +972 2646 6666 or +972 2646 6340
fax: +972 2646 6357
CONTATTARE il Ministero Israeliano degli Affari Esteri
tel: +972 2530 3111
fax: +972 2530 3367
CONTTARE il sig. Mark Regev presso l’ufficio del Primo Ministro:
tel: +972 5 0620 3264 or +972 2670 5354
mark.regev@it.pmo.gov.il
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CONTATTARE il Comitato Internazionale della Croce Rossa
Denunciando le violazioni e richiedendo il rilascio dei volontari internazionali.
Red Cross Israel
tel: +972 3524 5286
fax: +972 3527 0370
tel_aviv.tel@icrc.org
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Red Cross Switzerland:
tel: +41 22 730 3443
fax: +41 22 734 8280
Red Cross USA:
tel: +1 212 599 6021
fax: +1 212 599 6009
La lista delle persone rapite, i passeggeri di “Spirit of Humanity” include:
Khalad Abdelkader, Bahrain
Khalad is an engineer representing the Islamic Charitable Association
of Bahrain.
Othman Abufalah, Jordan
Othman is a world-renowned journalist with al-Jazeera TV.
Khaled Al-Shenoo, Bahrain
Khaled is a lecturer with the University of Bahrain.
Mansour Al-Abi, Yemen
Mansour is a cameraman with Al-Jazeera TV.
Fatima Al-Attawi, Bahrain
Fatima is a relief worker and community activist from Bahrain.
Juhaina Alqaed, Bahrain
Juhaina is a journalist & human rights activist.
Huwaida Arraf, US
Huwaida is the Chair of the Free Gaza Movement and delegation co-
coordinator for this voyage.
Ishmahil Blagrove, UK
Ishmahil is a Jamaican-born journalist, documentary film maker and
founder of the Rice & Peas film production company. His documentaries
focus on international struggles for social justice.
Kaltham Ghloom, Bahrain
Kaltham is a community activist.
Derek Graham, Ireland
Derek Graham is an electrician, Free Gaza organizer, and first mate
aboard the Spirit of Humanity.
Alex Harrison, UK
Alex is a solidarity worker from Britain. She is traveling to Gaza to
do long-term human rights monitoring.
Denis Healey, UK
Denis is Captain of the Spirit of Humanity. This will be his fifth
voyage to Gaza.
Fathi Jaouadi, UK
Fathi is a British journalist, Free Gaza organizer, and delegation co-
coordinator for this voyage.
Mairead Maguire, Ireland
Mairead is a Nobel laureate and renowned peace activist.
Lubna Masarwa, Palestine/Israel
Lubna is a Palestinian human rights activist and Free Gaza organizer.
Theresa McDermott, Scotland
Theresa is a solidarity worker from Scotland. She is traveling to Gaza
to do long-term human rights monitoring.
Cynthia McKinney, US
Cynthia McKinney is an outspoken advocate for human rights and social
justice issues, as well as a former U.S. congressperson and
presidential candidate.
Adnan Mormesh, UK
Adnan is a solidarity worker from Britain. He is traveling to Gaza to
do long-term human rights monitoring.
Adam Qvist, Denmark
Adam is a solidarity worker from Denmark. He is traveling to Gaza to
do human rights monitoring.
Adam Shapiro, US
Adam is an American documentary film maker and human rights activist.
Kathy Sheetz, US
Kathy is a nurse and film maker, traveling to Gaza to do human rights
monitoring.
The International Solidarity Movement (ISM) is a Palestinian-led non-violent resistance movement committed to ending Israel's illegal occupation of Palestinian land. We call for full compliance with all relevant UN resolutions and international law.
For specific media inquires such as interview requests, photo usage, etc. please email the ISM Media Office at media@palsolidarity.org
Link a questa pagina :
http://www.terrasantalibera.org/FreeGazaFree.htm
Link originale :
Niente da vedere, nessuno da incontrare, con questa affermazione è stato bloccato il gruppo di sport sotto l'assedio che aspettava da giorni l'autorizzazione ad entrare a Gaza par incontrare ragazzi e ragazze palestinesi, giocare insieme qualche partita, portare solidarietà ed amicizia, ma no, NON C'È NIENTE DA VEDERE, NON C'È NESSUNO DA INCONTRARE... così Gaza muore in silenzio, mentre cumuli di aiuti marciscono fuori dai suoi confini, fuori dalla gabbia, dal muro che la circonda e la strangola.
Questo è il presente di Gaza, ed il futuro che viene prospettato in ogni dove. Fermare la deriva prima che sia inarrestabile, impedire che tutto ciò passi sotto silenzio, collegare i fatti e cominciare seriamente a lavorare per un mondo diverso, cominciando da qui, dalla porta di casa, da quel terremoto “imprevedibile” dopo tutti gli allarmi e mesi di piccole scosse, niente da prevedere, nessuno da ascoltare. E tanto per cambiare arriva Bertolaso a fare il plenipotenziario, ad organizzare tendopoli e stazioni radio tv, in cui mostrare la faccia organizzata, solidale, veloce, dei soccorsi, E mentre per giorni e settimane tutte le trasmissioni mandano il banner per chiedere il contributo dei cittadini, mica tanto, un euro alla volta, ma tutti, tutti presi da questa emergenza, dalle popolazioni così vicine, mezza Italia ha sentito le scosse, ci possiamo distrarre da altre “emergenze” che così non emergono più, e dimentichiamo ogni altra cosa, presi dalla discusisone sul giorno delle elezioni per i referendum, che viene spostato, depotenziato, dallo stesso gruppo di potere che non ha voluto cambiare una legge elettorale vergognosa e che ora teme che un referendum richieda dei correttivi, nel qual caso dovranno cercare altre formule discutibili e deficenti per affossare la democrazia, far morire la voce dei cittadini nel segno su schede sempre meno comprensibili, in cui sempre meno si può scegliere...
Di sicuro io sono una persona molto sospettosa, ma ormai si fa strada in me una domanda di dietrologia per ogni notizia: ad esempio, perchè viene diffuso, con dovizia di particolare che in Lombardia si vieta di mangiare per strada qualunque cosa, dal gelato da passeggio, che da passeggio non è più, alla merendina del ragazzino, alla pizza al taglio od al kebab... Già, il motivo di fondo è il kebab, cibo importato dagli immigrasti, che ha forse troppo successo, soprattutto al nord, è buono, mi dicono, e non carissimo. Ha quel tanto di sapore di esotico che permette di vivere come una piccola festa, una novità, uscire con i ragazzi per mangiarsi un panino col kebab, senza necessariamente sedersi in un ristorante, pagando prezzi inaccessibili specie se si è in tre o quattro...
Fanno fastidio le persone raccolte accanto ai vari negozietti, fa fastidio che si parli, si rida, si scherzi, si mangi per strada, ora poi che la stagione sta aprendosi è meno difficile godere di una serata fuori, per strada... E no, loro non vogliono, ci vogliono tutti in casa, in ordine, zitti, senza assembramenti e se mai in locali ben attrezzati, dove tutto si paga, dal coperto all'aria pulita che esige che si forniscano zone per fumatori per chi non può proprio rinunciare alla sigaretta...
Ecco, a me viene in mente che da una parte c'è una forma di fascismo sempre più strisciante che ci organizza le giornate, le serate, ci separa e ci controlla, per strada solo vigili un po' sceriffi e soldati per la nostra sicurezza, e dall'altra si alza il tiro in modo abnorme, per far passare come una conquista delle “opposizioni” una forma di controllo meno drastica, ma comunque pesante: Cominciamo a dire ad esempio, come già si sta facendo, che alcuni dei locali dove si vende il kebab, sottoposti a controlli con i vigili che gli tengono “il fiato sul collo” sono stati multati per scarsa igiene . Scarsa, igiene, e noi ci spaventiamo, pensiamo alla sozzura, agli scrafaggi che passeggiano sul cibo, senza sapere che le norme igieniche spesso sono assurde, che basta un coltello non immediatamente lavato, i mestieri rimandati invece che immediatamente alla chiusura, o simili “mancanze” per essere accusati di scarsa igiene. Ma passerà, grazie a queste notizie, che tutti i gestori di punti vendita di kebab sono poco affidabili, scarsa igiene, roba da terzo mondo, poco raccomandabili... e poi, se nell'assembramento qualcuno butta una carta in terra, o lascia cadere un pezzo di carne o di pane, con grande gioia di cani e gatti, si crea disordine, no? ma regolamentare la pulizia in modo che si eviti il ristagnare dei rifiuti?, magari un paoi di contenirori per la carta e per il biologioc? E quindi magari qualche gelato torneremo a potercelo mangiare per strada, ma con attenzione, e quasi vergognandosi, è poco educato, meglio sedersi in gelateria e lascir giù un obolo consistente ai tutori della quiete a pagamento... e forse anche le pizze, meglio se ce le portiamo a casa, e gli assembramenti, dove, se non ci sono panchine su cui sedersi, se ogni muretto o gradino ci è interdetto? Così continuaiamo a subire nella nostra vita le limitazioni che ci vengono imposte, ed insieme a sentire meno grave l'oppressione o le limitazioni imposte ad altri in un generale ottundimento dove nulla viene lasciato senza organizzazione. Già si denunciano come pericolosi e dannosi i “curiosi” che si fermano quando c'è un incidente, ed ora anche la generosità di chi, forte magari di altre esperienze, vuole andare ad aiutare direttamente, e subito, i terremotati, chi ha bisogno,,,fa confusione, disturba il manovratore, che non vuole le strade intasate da “generosi fai da te” mentre scorazza avanti e indietro con scorte e giornalisti, che notoriamente non intasano il traffico ne disturbano i soccorsi! E che nessuno gridi allo scandalo, o si lamenti, non è certo il momento delle polemiche, mentre la gente soffre e deve subire oltre al disastro, le visite dei vip che invitano ad essere felici, ad andare al mare, o a fare un wek end, molto lungo, di campeggio al freddo, all'acqua, al vento. Intanto vari gruppi si sono organizzati in un fai da te collettivo che ha messo la protezione civile nella condizione di accettare la loro collaborazione, e così in un campo arriva addirittura il camioncino dei Rom, che fa avanti indietro ascoltando richieste e necessità, a Roma si sono corrdinati centri sociali, università, e volonterosi vari, che non si fidano della organizzazione ufficale, e fanno confluire aiuti su richiesta, in particolare ad un campo non sotto gli occhi delle telecamere, e perciò meno curato.... Già alcuni paesi pensano di legarsi ad altri, di creare sodalizi di solidarietà, ed il sorriso a 36 denti del premier ci dirà che abbiamo lavorato bene che abbiamo risposto alle urgenze, ora c'è da ricostruire..
Non è il momento di far polemiche, non è il momento di protestare, non è il momento per la vita, la solidarietà, l'impegno...
Sognavo il terremoto, tanto tempo fa, un terremoto che scuotendo la quotidianità della mia vita mi permettesse di prendermi in mano, di unirmi ad altri ed altre per lavorare insieme. Crollata la casa, crollate le sicurezze, pensavo ad un radicale ricominciare, mettersi insieme, riprogettare il futuro, ricostruire legami, amicizie, collaborazione, amori... sognavo... la realtà del terremoto, di ogni disastro, è che i sopravvissuti sono annichiliti, bloccati, organizzati da altri, nessuno pensa a permettere e sostenere una autorganizzazione. Ci vuole certo l'aiuto, ma non è che magari si può trovare dei modi meno passivi di vivere? Invece di ricostruire in ogni tenda una abitazione familiare, comprese diffidenze e scontri tra vicini, che è ovvio, sono i più vicini ed i primi destinatari della tensione acucmulata, non sarebbe meglio creare dei nuclei, cominciare a chiedere che cosa sanno fare, che cosa hanno perso e che cosa vogliono, per l'immediato e per il futuro, e come possono farlo, con il nostro aiuto dove serve, ma loro in prima persona? Meno semplice, meno efficiente e spettacolare, ma certo più utile....
Come non occuparsi della condizione della donna? Il panorama è fosco, A livello internazionale, è sconvolgente il fatto che il parlamento Afgano abbia potuto emanare una legge, che riguarda soltanto gli sciiti, il 25 per cento della popolazione, e che non riconosce alcun diritto alle donne, È inquietante vederlo lì, messo in fila, legalmente definito, con tutto l'elenco di poteri maschili e di obblighi per la donna, che non può uscire, o parlare con altri, senza il permesso del marito, così come non può opporsi a nessuna richiesta del consorte, che può anche violentare legalmente la donna della sua casa che si rifiuta. Allo stesso modo può vietare alle figlie ed alla moglie di andare a scuola, o di lavorare e persino di farsi curare, specie se il medico è maschio. Non so se ad altre donne oltre a me viene in mente, ma mi fa specie lo scandalo di tanti uomini nostrani, che intanto lasciano passare, come dettate da "tradizione" richieste di restrizioni per le straniere residenti in Italia di religione islamica, come se questo giustificasse qualunque cosa, quando ripenso a tanti casi che ho vissuto, e persino agli insegnamenti ricevuti a suo tempo. Tutte noi sappiamo che in forma magari meno definite, una certa idea del rapporto uomo donna in cui questa non è una persona, ma l'appendice obbediente e servile del marito c'è purtroppo in molte parti del mondo: come non ricordare le battute sulle “nostre donne” indisponibili per gli altri?, e come non ricordare la pratica di tutti gli eserciti, di stuprare le donne del nemico come sfregio, invasione sin nell'intimo? La donna ancora in troppi luoghi non ha diritti personali individuali, ed in questo non poco giocano gli insegnamenti religiosi ed i precetti. Oltre ovviamente ad una legislazione che discrimina in varie parti del mondo
Quanto tempo è passato da quando si insegnava che una brava moglie non deve mai sottrarsi, e si parlava di “debito coniugale”?
Ricordo i vari consigli dei preti in confessionale, che mescolati agli insegnamenti sulla purezza, sul tuo corpo come luogo del peccato, da contenere e limitare, riuscivano a creare nelle nostre teste una bella confusione:
In pratica, ti veniva insegnata una purezza asessuata e volatile, cui si doveva aggiungere obbedienza per le pratiche anche inappropriate del marito, con un pizzico di seduzione per tenerselo stretto: Una recita, in cui i tuoi sentimenti, le tue emozioni avevano poca parte, se non strumentale...
Pensavamo che anni di femminismo avessero scardinato modi di pensare, convinzioni diffuse, pregiudizi, ed avessero reso assodato, almeno in occidente, che la donna è un essere umano pensante, con diritti individuali ed inalienabili, ma ad ogni occasione, ogni notizia contiene richiami ad una percezione della donna come proprietà, da difendere da altri, per cui un apprezzamento sgradevole verso la ragazza può essere causa di rissa tra maschi in cui lei diventa la preda che viene contesa...
E come sempre succede in ogni situazione di disagio, - è di questi giorni la notizia della persecuzione subita da una giovane madre che aveva appena partorito che è stata addirittura isolata dieci giorni dal suo piccolo appena nato, senza poterlo allattare, finchè la questura non ha verificato tutto quanto riguardava la sua condizione di rifugiata in attesa di riconoscimento e non di clandestina- la prima cosa che succede la prima che viene in mente a magistrati, poliziotti, medici che hanno potere, che la donna sia colpevole, mentitrice, indegna di assolvere il suo ruolo di madre. Il mondo è impoverito dagli impedimenti che le donne subiscono ad espletare la propria intelligenza, la propria autonomia, la vita. Anche le donne che riescono, che sono istruite, esperte, in carriera, sembra debbano ottenere un placet in più, una autorizzazione ulteriore, necessariamente devono essere brave, più brave, più decise, più disponibili, adeguate, in riga, e magari diffidenti verso le altre donne, come se fosse necessario confermare la propria eccezionalità, ed un chiamarsi fuori dall'appartenenza di genere, sentita comunque come una cosa che sminuisce.
Niente è dato per scontato, competere tra affetti e personalità, autonomia ed incontro è ancora la storia delle nostre vite, e la normalità diviene un faticoso compromesso...
Questa foto parla da sola, lo smarrimento di un mondo distrutto, lacerato, nello sguardo di questi due bambini. Non dimentichiamo che la popolazione di Gaza è composta quasi al 50% di minori, e che questi sono le prime vittime delle aggressioni
CRIMINI DI GUERRA. UMBERTO DE GIOVANNANGELI INTERVISTA RICHARD FALK
[Dal quotidiano "L'Unita'" del 24 marzo 2009 col titolo "Chiedere la verita' su Gaza non e' antisemitismo" e il sommario "L'inviato Onu per i diritti umani nei Territori: i bombardamenti su aree molto popolate sono illegali, c'erano alternative diplomatiche. Intervista a Richard Falk di Umberto De Giovannangeli"]
Un'inchiesta di esperti per determinare se fosse possibile per i soldati israeliani distinguere tra la popolazione civile e obiettivi militari durante l'offensiva a Gaza e per stabilire quindi se sia stato commesso un crimine di guerra. A proporlo e' Richard Falk, dal marzo 2008 Relatore speciale Onu per i Diritti umani nei Territori palestinesi occupati. "In me e nel team che ha redatto il rapporto (discusso ieri a Ginevra nel Consiglio dei diritti umani - ndr) non c'e' alcuna volonta' persecutoria verso Israele. A muoverci c'e' la determinazione a stabilire la verita'. E' quanto dobbiamo alle vittime di Gaza. Verita' e giustizia", dice Falk a "l'Unita'". Richard Falk, professore emerito di diritto internazionale all'Universita' di Princeton e membro del Foro di New York, non intende pronunciare alcuna "sentenza". Ma non e' neanche reticente su quanto fin qui assunto nel rapporto: "Ci sono motivi per concludere che l'offensiva militare a Gaza costituisca un crimine di guerra". Secondo il relatore speciale dell'Onu per i Territori, il "ricorso alla forza" da parte di Israele per far cessare il
lancio di razzi palestinesi sul suo territorio - causa scatenante del conflitto per lo Stato ebraico - "non e' giustificato dal punto di vista legale considerate le alternative diplomatiche disponibili".
- Umberto De Giovannangeli: Professor Falk, nel rapporto presentato oggi (ieri - ndr) al Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite, Lei ha perorato l'istituzione di una commissione d'inchiesta che faccia piena luce sull'offensiva militare israeliana a Gaza. Su che basi fonda questa richiesta?
- Richard Falk: Sulle norme del Diritto umanitario internazionale e su quelle della Convenzione di Ginevra. Le ricerche da noi effettuate offrono materiale sufficiente per affermare che se in un teatro d'operazione militare non e' possibile distinguere tra obiettivi civili e militari, l'operazione e' un'attivita' totalmente illegale e sembra costituire un crimine di guerra della maggiore gravita' secondo il diritto internazionale.
Ebbene, sulla base di elementi di prova attualmente disponibili, ci sono fondati motivi per ritenere che gli attacchi (israeliani) risultano illegali di per se' e sembrano costituire un crimine di guerra della piu' grande portata in base al diritto internazionale.
*
- Umberto De Giovannangeli: Professor Falk, in passato le autorita' israeliane l'hanno accusata piu' volte di un atteggiamento pregiudizialmente ostile nei confronti dello Stato ebraico.
- Richard Falk: Sono accuse che respingo con la massima fermezza e con sdegno. Chiedere verita' e giustizia per i civili uccisi a Gaza, denunciare l'assoluta illegalita', oltre che la disumanita', delle punizioni collettive inflitte ad una popolazione stremata dall'embargo, tutto cio' non ha nulla a
che fare con l'antisemitismo. A Gaza sono state colpite aree densamente popolate. Cio' e' incontestabile. Alla popolazione non e' stata data possibilita' di fuggire dal teatro di guerra. Occorre accertare le responsabilita' e punire i responsabili. Chiedere l'accertamento della verita' e' essere "pregiudizialmente ostile" a Israele?. Da democratico e da ebreo mi ribello a questo assunto.
*
- Umberto De Giovannangeli: Le autorita' israeliane sostengono che l'Operazione "Piombo fuso" si configura come un esercizio di autodifesa.
- Richard Falk: I bombardamenti sistematici su aree densamente popolate non possono essere giustificati dal punto di vista legale. Si tratta di un crimine di guerra. E come tale va perseguito.
mai di scaricarli, così posto il pdf.